AMBIENTE=NATURA+SPIRITO

Si parla spesso di crisi di valori, disamore per la vita, abbandono delle grandi religioni monoteiste, tramonto delle idologie, degrado delle relazioni umane, materialismo…tutto vero, sebbene non siano sempre condivisibili le analisi che ne individuano le cause. Tutto fisiologico anche, in una società che corre, evolve, procede, inciampa, facendo i suoi sbagli.

Ciò che sorprende però è l’assoluta, sostanziale cecità dei potenti di fronte ai problemi ambientali. Un’ottusità, non soltanto figlia dell’avidità, della sete di potere, ma anche frutto di profonda ignoranza, quasi un non rendersi conto che, oltre all’oggettivo rischio d’estinzione della nostra civiltà, sono i bisogni intimi dei singoli individui ad essere cambiati.

Ci sono voluti i mega incendi di quest’estate perché il Papa invocasse il rispetto della Natura (peraltro con enfasi diversa a seconda che si tratti di fuochi di Bolsonaro o di Maduro!) appellandosi tuttavia a un Dio Creatore sempre posto in alto, da qualche parte, a guardarci da spettatore. Dall’altra parte i giovani di tutto il mondo scendono in piazza “contro i cambiamenti climatici” come fossero la scelta di qualcuno.

Io non sono totalmente d’accordo: i cambiamenti climatici sono anche parte dell’evoluzione della Terra, un organismo vivo, pulsante, cosciente (“respira come un essere umano, dicono i miei amici sciamani, e segue il proprio ciclo di vita”) messo a dura prova, certo, dall’azione scellerata dell’uomo.

E il problema è proprio questo: non riconosciamo più alla Terra Madre la valenza spirituale che tutte le grandi civiltà del passato le accordavano. Se non ripartiamo dalla sacralità della Natura nel suo complesso e nelle sue singole componenti – piante, animali, pietre – ciascuna con un proprio spirito come affermava Gustavo Rol, nessun movimento ambientalista, per quanto agguerrito e ben nutrito dalla paura, riuscirà davvero a cambiare il nostro modo di vivere sul Pianeta.


Se non riconosciamo nel singolo albero la manifestazione piena della matrice stessa dell’Universo, non scatterà la molla dell’Amore, il vero motore di questa rivoluzione. Ma ciò significa tornare anche a un modello di spiritualità individuale, libera, sganciata da dogmi, filtri e gerarchie ecclesiastiche, una religione del cuore che rispetti e ponga sullo stesso piano, corpo, mente, energia, spirito.

Accedere a un livello di coscienza superiore, questo ci riallineerà al movimento del cuore della Terra e modificherà davvero il nostro modo di vivere.

DIMENTICA DI AVERE PAURA

«Dimentica di avere paura… » è l’incipit di un breve poema che scrissi in francese (il titolo originale è “Oublie que tu as peur”) anni fa per una piccola rivista di poesia contemporanea. Compare anche nel mio romanzo “Cosa fanno le mie piante quando non ci sono” non perché abbia uno speciale valore letterario, ma perché mi è venuta in mente spesso in questi anni, sia in riferimento a me stessa, sia leggendo le mail che m’inviano i lettori e le lettrici più affezionati/e (che ringrazio affettuosamente)

La paura è il grande scoglio della nostra vita. Molte filosofie orientali vi accostano la rabbia, ma credo che anche questa sia figlia della paura. È lei, la matrice che condiziona costantemente le nostre emozioni, ciò che diciamo, le decisioni che prendiamo o non prendiamo. Pensare di evitarla è illusorio, ce la portiamo dentro, ce l’hanno inculcata, l’abbiamo ereditata, fabbricata noi stessi. Insomma c’è. E per dirla con Sofocle: “Per chi ha paura, tutto fruscia”

Ma così come sentire il dolore è inevitabile, ma soffrire, intrattenedolo, è una scelta, anche contro la paura possiamo fare qualcosa: possiamo decidere di dimenticarla. Magari solo un po’, il tempo di tuffarci nell’acqua fredda, cancellare un numero di telefono o usarlo, cambiare strada, inghiottire una medicina amara ma benefica, partire, osare…

“Dimentica di avere paura” e fai quella cosa che senti e ti preme, là all’apice dello stomaco. Da domani potrai riprendere la tua dose di paura, vibrare come il pioppo tremulo al vento. Ma intanto l’avrai fatto, avrai provato, deciso, saltato, ingoiato, osato… insomma, vissuto.

Una leggenda racconta che i primi Cristiani intimarono all’alto e fiero pioppo d’inchinarsi di fronte alla croce di Gesù. L’albero rifiutò e Dio lo condannò a tremare per l’eternità. Io penso invece che Dio lo stimò talmente tanto da rendere le sue foglie simili a festosi coriandoli capaci di sussurrare il segreto della vita se sfiorati dal vento: “tutto cio’ che vuoi è dall’altra parte della paura” (Jack Canfield)

PERCHE’ CI FACCIAMO DEL MALE

Lo scrittore Amitav Ghosh parla dell’attuale crisi culturale della nostra società come di crisi della capacità di credere. Io direi che la faccenda è ancora più seria: sembriamo affetti da autolesionismo collettivo, sensibili all’ebbrezza di una fine che sentiamo avvicinarsi. Un po’ come l’attrazione del baratro per chi soffre di vertigini.

L’Istituto Pio XII sul lago di Misurina (Auronzo) di proprietà della distratta curia di Parma, un’eccellenza italiana nella cura dell’asma, minaccia di chiudere a fine anno per mancanza di pazienti/fondi regionali/buco di bilancio a sei zeri, secondo il solito balletto di notizie poco verificabili dal comune cittadino.

L’indignazione è stata corale, anche grazie all’intervento dello scrittore Mauro Corona e al piccolo contributo del Comitato Save Misurina (http://www.save-misurina.com/ (visita pagina FB) ma la vera domanda è: si farà qualcosa? Riusciremo ad evitare l’ennesimo, assurdo autogol italiano?

Nel nostro Paese, 1 bambino su 10 soffre d’asma. Viste le condizioni climatiche e d’inquinamento del Pianeta si prevede che l’asma sarà una malattia infantile in costante crescita. Centri come Misurina e Davos in Svizzera saranno preziosi. Sempre di più.

Invece, ancora una volta, lo scempio ci viene presentato come una triste fatalità: nessuna responsabilità di amministratori, preti, autorità. Il solito rimbalzo di accuse, promesse e… si vedrà.

Posto che i messaggi di suicidio si dovrebbero scrivere una volta sola, se non altro per un fatto d’educazione e di logica, non potremmo evitare di annunciare la sistematica distruzione, giorno dopo giorno, pezzo dopo pezzo, di quel poco di buono che ancora resiste e si batte in questo Paese, sia pure depresso, moribondo, barcollante sul ciglio del burrone?


Una petizione on line (disponibile anche su pag. Fb save Misurina), un tentativo di scrivere al Papa… appelli al Governatore… La gente, quella vera, vuole tentarle tutte prima di gettare la spugna. Perché qualcuno ci sta suicidando, con brevi, reiterati messaggi di cordoglio.